Escursioni
nelle valli
Chisone e Germanasca
Le miniere e il Monte Bocciarda m 2201
da Serre la Croce m 986 (Perosa Argentina)

dislivello   : m 1311
difficoltà   :    EE
lunghezza: m 6050
tempo       :    4:45
esposizione : Est

Le miniere d'argento da cui prende il nome Perosa Argentina sono situate sulle
pendici del monte Bocciarda a circa 1400 m. L'estrazione del minerale di
Siderite (ferro) e Galena(piombo e argento) ha inizio nel medio-evo e prosegue
fino al 1900.
Gli scavi erano di preferenza in tricea (a cielo aperto) seguendo i filoni che
affioravano in superfice.
PS: p
er un approfondimento sulle miniere: "Antiche Miniere delle Alpi Cozie" di Jannin e Macrì Edizioni Alzani.
 
accesso:
Giunti a Perosa Argentina proseguite fino alla grande piazza che
incontrate sulla dx e prendete la strada che la attraversa
tutta (Direzione Ciampiano,Bressi,Sagna ecc). La strada sale tra
i prati e  dalla curva dopo un ponte, vicino a un pilone votivo parte una stradina in terra
battuta direzione Sagna che sva seguita per circa 2 km ignorando le varie deviazioni per
le borgate. Seperata l'ultima borgata, Serre la Croce ,la strada termina in un ampio piazzale
dove una sbarra impedisce il transito alle auto.
La domenica poichè la piazza è occupata dal mercato non è possibile
attraversarla, perciò proseguire fino al termine delle case (sulla destra
una casa rossa).
La strada (a destra) presenta una biforcazione con indicato a sinistra Chialme,Prageria...ecc, e a destra Campo Sportivo, è questa la nostra direzione.
Ai due  bivi successivi lasciate a dx le diramazioni, al termine della breve salita incrocerete una strada, svoltare a dx e subito a sx in salita e proseguite
attraverso la pineta fino all’incrocio con la strada che proviene dalla piazza del mercato di Perosa (strada da utilizzare quando non c’è il mercato).
A questo bivio non andare nè a dx nè a sx ma prendete la sterrata di fronte a voi indicazione Sagna, Bressi e seguirla fino al suo termine al Bric m 986
dove parcheggiare nella piazzola dove iniziano due piste  forestali chiuse al transito.

Per le miniere.
Seguire la pista che si inoltra in piano nel vallone (sbarra arancione) per circa 350 m, quindi prendere a dx una bella mulattiera (indicazione Bocciarda su un masso) . Passando sopra la fontana degli alpini (acqua ottima) seguirla sempre (tacche rosse) inoltrandosi nel vallone fino ad un rio preceduto da dei ruderi.Poi la mulattiera diventa sentieroe che risale un costone tra una fitta vegetazione.
Girato il crinale ci si affaccia sul vallone del Rio della Miniera. Pochi minuti dopo si giunge su un pianoro ai piedi della grande discarica di materiale di scarto della miniera.
(m1430- ore 1:45)
Sulla sinistra, poco più in basso, si trovano i ruderi ottocenteschi delle baracche dei minatori. Invece sulla destra, risalendo il pendio della discarica per 100 m si raggiunge la zona degli scavi più antichi.
Da lì, scendendo verso il Rio si incontrano gli antichi imbocchi delle miniere.
Ritornati sul pianoro, seguendo il sentiero si attraversa il Rio e nuovi detriti segnalano gli scavi più recenti.

Per il monte Bocciarda.
Attraversato il Rio della Miniera cominciare una strenua salita per il sentiero ripidissimo, per circa 700m di dislivello (tacche rosse). Non seguire eventuali tracce laterali ma risalire sempre direttamente con stretti tornanti mantenendosi sul ciglio del costone.
Salendo si incontrano ancora delle tracce dell'antica attività mineraria.
Giunti ad una bastionata rocciosa girare a dx e salirla direttamente per cengette anch'esse un pochino esposte. Pervenire ad un ripiano più appiattito quindi con altre svolte al bordo delle rocce sommitali guadagnare la cresta con un diagonale verso sx. Seguire per breve tratto la cresta quindi il sentiero taglia a mezzacosta verso N, attraversa un canalino franoso e porta in vista della conca sospesa fra la Curbasiri e la Bocciarda che ospita l’Alpe Bocciarda. Qui per comodi pratoni puntare direttamente a dx verso la croce di vetta e la sagoma di alpino col mitra. Vera vetta 20/30 m dopo (omettone di sassi) dove la cresta si abbassa nettamente.
Poco oltre c'è la Porta Sarasina, il valico utilizzato per portare un val Sangone, dove esiste ancora la località Forno di Coazze, parte del materiale estratto.


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