Escursioni
nelle valli
Chisone e Germanasca
Visita delle Miniera della Roussa m 1590

partenza: Balma di Roure (TO)
Dislivello: m 890
Lunghezza: km 14
Difficoltà: E (sentiero non segnato, spesso solo tracce)
Tempo: 6 ore

Accesso:
Si percorre la val Chisone, sino alla borgata della Balma poco sopra Roreto nel comune di Roure,
dove si lascia la statale prendendo sulla destra e inoltrandosi tra le case, parcheggio
nell’ampio slargo finale.

Cartina del sito minerario

Descrizione:
Sulla sinistra parte il sentiero 342 per il Gran Faetto ed il colle della Roussa: sarà la traccia che prenderemo per tornare. A destra, oltrepassato il ponte sul rio della Balma, ci si immette sulla sterrata che sale a Chambeliè (agriturismo), Grange e Belotti (croce in legno e fontana Fetula a 50 m).  Poco dopo un piccolo slargo e il bivio per il monte Bocciarda. La sterrata prosegue pianeggiante fino al rio delle Forche, dove termina a circa 1430 m con un piccolo slargo (raggiungibile anche con un'auto un pò alta).
Si prosegue sul sentiero che guadagna quota con una serie di svolte ed inizia un traverso dove s’incontrano le prime testimonianze del sito minerario. Col tempo l’invadente vegetazione ha preso di nuovo possesso del luogo nascondendo quelle che erano le attività di estrazione. Oltre le rovine il sentiero prosegue in piano attraverso una pineta e in breve raggiunge una dorsale, che si risale voltando a Dx. Sul poggio si trova l’ingresso di una miniera e  poco sopra le rovine delle case della Roussa m 1590 dove un tempo alloggiavano i minatori.
(Se si prosegue a monte dei ruderi, si incontra il sentiero 342, che dalla Balma di Roure sale al colle della Roussa).

Ridiscesi sul sentiero e seguendolo si giunge ad un ampio pianoro posto a valle delle Case della Roussa dove si possono intravvedere diversi accessi di galleria franati. Percorrendo il limite inferiore della conca e oltrepassata una dorsale scendere alle "baracche di Alliaud".
Qui si trovano: ingressi di gallerie, case dei minatori e stazione della teleferica per il trasporto a valle del materiale. Dalla stazione della teleferica, per tracce, attraversare il rio e salire sulla cengia di fronte dove ci sono i resti del sito "le miande di Aymar" con i piani della decauville, le rovine degli alloggi e della teleferica che trasportava il materiale, il deposito dei detonatori e convenientemente distaccata (scendere e risalire) la Santa Barbara.
Dal deposito dei detonatori si prosegue in discesa, si attraversa con difficoltà una “comba” e si trova il pozzo di aereazione della miniera Adriana
(le miniere spesso prendevano il nome dalle figlie del proprietari o dei direttori), poi altri alloggi, la miniera Adriana, la centrale elettrica e la sala dei compressori (2 compressori che servivano ad alimentare i nuovi perforatori). Poco più in basso si trovano la palazzina della direzione e, ancora sotto, la stazione della teleferica che riceveva il materiale dalle minieri a quota più alta e lo inviava a Balma dove il trasporto proseguiva per strada (fino a pochi anni fa esisteva ancora il riparo per l’attraversamento della strada statale).
Risaliti agli edifici dei compressori si prosegue per circa 600 m. in piano e poi per tracce si risale di 50 m. fino alla sterrata che collega Balma a Pra del Colle poco sotto le Case Colletto. Si prosegue  lungo la strada sino al punto in cui troviamo l’indicazione per il Gran Faetto e la Balma (sentiero 342 ). Ora il sentiero scende nel bosco tagliando la sterrata due volte, poi si abbassarsi ripido sull’abitato di Le Bergiè. Qui, trascurando le deviazioni  sulla sinistra, si  scende prendendo a destra nella valletta, poco più avanti, come suggerisce la segnaletica. Alternando tratti quasi in piano ad altri dove si scende ripidi nel bosco, senza riferimenti, si raggiunge il fondo dove con un traverso verso il sentiero termina alla chiesetta della Balma, posta su un panoramico poggio.
Scendere alle prime case della borgata e proseguire lungo la stradina che la attraversa per intero
(avrete modo di ammirare i murales dedicati ai lavori in miniera). Oltre la piazzetta con la fontana, si raggiunge lo slargo dove abbiamo parcheggiato.
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