Escursioni
nelle valli
Chisone e Germanasca
01.9B  Forte Moutin e Ridotta d'Andourn
        da Fenestrelle

partenza: centrale idroelettrica   (coord. 45 01.658 , 007 03.328)
difficoltà: E
quota partenza (m): 1150
quota massima (m): 1740
dislivello salita totale (m): 610

Il forte Moutin, situato al di là del torrente Chisone e visitabile attraverso un percorso
guidato che lo valorizza. Fatto erigere dal «re Sole» nel 1694, su consiglio del generale
Nicola Catinat, a Fenestrelle, in alta val Chisone - che da diversi secoli apparteneva
alla Francia -. Posto sulla sponda destra del torrente Chisone, fu conquistato dalle
armate sabaude di Vittorio Amedeo II nell'agosto 1708.
Con il trattato di Utrecht del 1713 l'alta valle del Chisone e il forte Mutin passarono
ufficialmente ai piemontesi.
Verso la metà del XIX secolo, ormai inutilizzato fu parzialmente demolito.
Oggi le sue rovine sono ancora ricche di suggestione, poiché presentano elementi strutturali di grande interesse e particolari essenziali dell’architettura militare francese.
Dal forte Mutin sale un sentiero che porta alla ridotta dell’Andourn, un ulteriore elemento difensivo della città di Fenestrelle, situato alla sommità del monte che sovrasta l’abitato.
Da questo fortino si può ammirare in tutto il suo splendore il forte di Fenestrelle, costruito a partire dal 1727 su progetto di Ignazio Bertola per volere del re sabaudo Vittorio Amedeo II e tutt’ora perfettamente conservato.

accesso:
Percorrendo la Val Chisone in direzione Sestriere, poco prima di raggiungere Fenestrelle, circa 200 m. prima dei ruderi della ridotta Carlo Alberto, si svolta a sinistra seguendo in discesa le indicazioni per Chambons; appena dopo il ponte si parcheggia di fronte alla Centrale idroelettrica.

descrizione itinerario:
Dalla centrale, si prende a dx - direzione Fenestrelle - lungo la via indicata con cartelli "Via dei Romani"; si prosegue fino a raggiungere una sterrata, si svolta a sx (a dx si raggiunge il ponte sul Chisone che conduce nel centro paese) e si sale ai ruderi del Forte Moutin. 

Visti i resti di questo primo forte si prosegue sulla strada fino a raggiungere un'area attrezzata sulla sx. Da qui, prendere il sentiero a dx che parte pochi metri sopra la recinzione di un'antenna e del pilone votivo (senza superare la condotta forzata), passa accanto al traliccio dell'alta tensione e si inerpica lungo il pendio della Gran Costa, a fianco della condotta forzata. 
Raggiungere i ruderi della ridotta Eisduc, posizionata a monte del pozzo della condotta forzata della centrale. Da qui il sentiero prosegue a sx ed è segnalato con cartelli di legno. 
Continuare seguendo il sentiero che, spostandosi progressivamente verso sx, sbuca sul pendio che in breve porta alla Ridotta d'Andourn.
Queste sono due delle quattro opere difensive sulle pendici del monte Andourn che dovevano impedire che il luogo, adatto per bombardare dall'alto il sottostante Forte Mutin, venisse occupato dagli assedianti.

La ridotta d'Andourn era composta di tre parti collegate tra loro, la più elevata era posta a difesa di una porta che dava accesso al vallone del Laux, predisposta per un utilizzo da parte di truppe di fucilieri.  La Auduch (Eisduc), poco più a valle, veniva chiamata de l'eau, perché vicina ad una sorgente utilizzata dal Forte Mutin. Tutte le strutture sono oggi in rovina.
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