Escursioni
nelle valli
Chisone e Germanasca
Punta Serpentiera  m 3267
Cima del Pelvo        m 3065
dalla Valle Argentera per il Colle del Pelvo

Partenza  : 1840
meta intermedia:
Il Caire  
m 2568  ore 2:30

dislivello :    m 1500 ore 4:30
difficoltà:    EE
segnavia:  614 ,dopo il colle solo tracce    







descrizione:
Parcheggiare al parcheggio Pelvo circa 500 m dopo la fontana Balme ( segnavia 614 per il Colle del Pelvo).
Il sentiero, dopo un breve tratto quasi pianeggiante tra i prati, inizia a salire molto ripido nel bosco. Dopo circa 40’ s’ incontra  il cartello per Madonna delle Balme (statua della Madonna elapide commemorativa sotto una balma). Si prosegue sulla traccia di sinistra che risale ancora per un centinaio di metri  per poi abbassarsi leggermente sul rio del Pelvo, lo attraversa e riprende a salire con percorso ripido sul costone meno boscoso del versante opposto.
Finite le serpentine e superato un tratto erboso dove il sentiero è poco evidente un breve rettilineo verso destra conduce in corrispondenza di un torrente.
Si vedono sulla destra dei bolli rossi ed arancio, con un marcato sentiero che sale su una sorta di cresta erbosa, la Croce Elicottero sotto Punta Guccie . Cercare invece sulla sinistra una traccia che si alza ripida per sbucare su un vasto pianoro erboso a 2500 m, ore 2:15. Alla propria sinistra è è facilmente individuabile Il Caire m 2568, un cucuzzolo erboso ottimo balcone a picco sulla val Argentera, ore 2:30
.(meta intermedia)
Per il colle del Pelvo si continua la salita per la comba del rio fino al termine.  Ci si innalza poi su un costone pietroso  fino ad una quota di circa 2730 m circa.
Da questo punto, sempre seguendo i numerosi ometti ed i segni rossi anch’ essi frequenti , si inizia a percorrere, dapprima su terreno piuttosto ripido, poi con una lunga traversata verso destra e poi ancora su terreno ripido, una pietraia "infinita" che termina poco sotto il Colle del Pelvo.
Il consiglio è di tenersi il più possibile a destra (senza esagerare troppo però) parallelamente ad una poco marcata cresta erbosa che separa il pendio alto da quello più in basso, in modo tale da evitare la fascia di pietraia più ostica e con qualche saliscendi (ci sono ometti anche più in alto, ma tenersi al bordo destro della pietraia è la cosa migliore). Se si ha la fortuna di individuarlo (è più facile in discesa) il sentiero  non è male, anche se a tratti si perde e bisogna saltare tra i massi.
Si supera un colletto con una breve fascia di terriccio, prima di approdare ad una nuova conca pietrosa, dalla quale finalmente appare vicino il colle del Pelvo.
E' ben visibile la traccia che con un traverso ascendente punta al Colle , su terreno friabile e scivoloso, non c'è pericolo ma questo tratto è un po' faticoso.
Raggiunto il colle (m 3060, ore 4:00,su un masso indicato il sentiero 614.
Per la Punta Serpentiera: circa 30 minuti.
Si segue a sinistra una evidente traccia di sentiero che punta alla cresta rocciosa della Punta Serpentiera.
La si segue per poco ( la cresta è roccia marcia e ricoperta di sfasciumi) per poi abbassarsi gradualmente sul versante della Val  Thures.  Si perdono circa 50 m di dislivello per evitare le placche lisce inclinate, pericolose da superare. In questa zona non sono presenti molti ometti, si deve andare a occhio cercando il percorso migliore per attraversare questa fascia detritica.
Quando si raggiunge una nervatura del pendio, con una specie di crestina rocciosa, a metà strada tra il colle del Pelvo e la cresta ovest che si vede davanti, si può iniziare a salire, si notano diversi ometti ed il terreno seppur detritico non è cedevole, e alterando brevi tratti con affioramenti erbosi, ad altri di sfasciumi di medie dimensioni, ad altri ancora di tracce di sentiero ghiaioso, si sale in linea verticale, puntando sempre ai massi più grossi di questa nervatura.
Cercando ometti qua e là, si punta al castello roccioso della cima, che si supera senza alcuna difficoltà, raggiungendo la piccola croce metallica visibile solo all'ultimo.
In discesa la traccia di sentiero risulterà molto più evidente di quanto sembra, e riporterà al Colle del Pelvo con una breve risalita
Per la Cima del Pelvo: circa 30 minuti.
dal colle si risale la cresta del Pelvo seguendo una traccia ben visibile, su terreno detritico e  faticoso, fino in cima.

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