Escursioni
nelle valli
Chisone e Germanasca
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13.5  Sul confine del Delfinato

Pomaretto 620 m - Gataudia 867 m - Bec Dauphin 742 m - canale Rossetto-Pomaretto
Tempo    : 3.00  ore
Dislivello : circa 400 m
Lunghezza: km 8,4
Difficoltà :  E
(tratti esposti prima di Gataudia)

Parcheggiare nella piazza a fianco della piscina di Perosa Argentina seguite la strada in discesa che porta a Pomaretto e seguendo le indicazioni per l'Ospedade avrete davanti a voi il Tempio Valdese.
Oppure raggiungete il parcheggio dietro il
tempio Valdese. di Pomaretto  in auto(coord. 44 57.420, 007 11.011).

Descrizione:

Seguire la strada dietro al tempio- via balmas - che porta alla borgata Pons. Svoltato a sx subito a dx una mulattiera indica Gataudia- Meano.
Il sentiero prosegue in salita su fondo acciottolato passando accanto ad una vecchia galleria di scarico materiali dello scavo del canale di alimentazione della centrale sottostante.  Dopo una ripida salita si giunge a Roccia d'la Pacalo, spuntone roccioso dal quale si gode un'ampia vista su Perosa e sulle borgate circostanti.
La mulattiera prosegue, sempre sulla parete rocciosa con vista sul fondovalle, e si giunge in una zona prativa al cui centro sorge l'abitato di
Gataudia.
Attenzione: poco prima della borgata vi sono alcuni metri di sentiero dove è necessario prestare la massima attenzione per  non scivolare sul il pendio che è a picco sulla valle.

Attraversata la borgata, si prosegue, su strada carrozzabile dalla quale si scorgono sulla destra dei ruderi con una caratteristica disposizione delle pietre perimetrali a spina di pesce, ultimi resti, forse, di un antico castello. Dopo poche centinaia di metri si svolta a destra imboccando una mulattiera in ripida discesa che porta in breve al bacino artificiale di Jartoussière (Meano).

Si attraversa la SR 23 e ci si porta sul versante opposto; la strada, dapprima asfaltata, va ad incrociare la vecchia "strada Napoleonica". Svoltando a destra su un comodo tracciato, dopo poche centinaia di metri, giunge in vista dell'abitato di Ciapella che si trova a monte. Senza raggiungere la borgata ad un bivio si procede a destra verso i ruderi del Bec Dauphin (pochi resti del forte che controllava l’antico confine del Delfinato).

lo sperone roccioso del Bec Dauphin venne sfruttato varie volte come punto di controllo della valle sottostante essendo stato per lungo tempo confine conteso tra il Delfinato e il regno di Savoia tra il 1500 e il 1700. Distruzioni e ricostruzioni si susseguirono fino al 1713, quando con il trattato di Utrecht, il confine venne spostato al Monginevro e Perosa tornò in possesso dei Savoia, così che Bec Dauphin perse la sua funzione di controllo.

Ritornati al bivio precedente, la pista si snoda in discesa e sbocca nella carrareccia che raggiunge la borgata. Il percorso prosegue su strada asfaltata in discesa, fino all'incrocio di 4 strade dove si prende a dx sempre in discesa, per incrociare dopo 400 metri la strada principale. Attraversatala la si segue, 100 metri dopo il ponte una pista scende sulla dx, in mezzo ai prati e dopo 20 metri incrocia il "canale Rossetto" che parte dal vecchio mulino della "terra nera". Lo si segue fino al palazzetto della bocciofila.
Se avete parcheggiato nella piazza della piscina di Perosa siete arrivati. Altrimenti per una traccia nel prato si scende nella strada sottostante.
Percorrendola fino in fondo si arriva al ponte dove inizia Pomaretto e raggiunto il tempio valdese sarete alle auto.