Escursioni
nelle valli
Chisone e Germanasca
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Sotto l'area al termine della strada, non visibile senza scendere, c'è la “Fountano Vëllho”, vecchio lavatoio della borgata ed oggi ben risistemato. Il “gouërc” adiacente al lavatoio consentiva in passato di accumulare una notevole quantità di acqua da liberare ad orari precisi settimanali per l’irrigazione dei coltivi.

Il sentiero inizia (segnalato) circa 50 m prima del parcheggio.
L’itinerario sale fra i terrazzamenti un tempo dedicati alla coltivazione di patate, segale, orzo, grano, frumento e grano saraceno, ora è completamente imboschito.
Dopo “Coulét” si prosegue in diagonale su terreno ondulato nel bosco di pino silvestre, larice, faggio e noccioli.
Alla “Sannho” si possono osservare i resti di una vecchia miniera di talco col materiale detritico accumulato all’esterno ed il vecchio cavo metallico della teleferica ancora in loco.
Si sale ora lungo un tratto più ripido in una bella faggeta per arrivare nei prati di “Pârant”, pascolati dal margaro durante il periodo estivo.
La vecchia borgata (alt. 1.388 metri) è oggi in parte diroccata. Al punto di sosta si trova una fontana con la vasca per abbeverare i bovini.
A “Pârant” il nostro itinerario sfiora il sentiero 222 che da Traverse sale alla punta Muret.

Proseguendo in piano, in direzione ovest su pista forestale, in 5/10 minuti si giunge alla “Choousiniéro”, fornace da cui si ricavava la calce, attiva nel 1947 e anni successivi in occasione della costruzione del Centro Ecumenico di Agape a Prali.

" Si riempiva il forno con una gran quantità di legname, sopra si disponeva la pietra calcarea.   ll calore prodotto, circa 900 gradi, trasformava il carbonato di calcio della pietra.
In 24 ore avveniva la trasformazione:  da CaCO3 a CaO+CO2 ottenendo la calce viva (molto caustica) e liberando anidride carbonica.
La fiamma che fuoriusciva dalla sommità indicava l'avvenuta trasformazioni quando diventava azzurra.
La calce viva veniva poi spenta con una grande quantità di acqua per ottennere il "grassello" utilizzato nelle costruzioni.
La calce spenta [Ca(OH)2 ], si presenta come un pasta untuosa  e  viene conosciuta come Calce Aerea, Grassello, Calce in pasta, Calce dolce, Calce di fossa, ecc. ed e sicuramente il più tradizionale ed antico dei leganti. La calce aerea o grassello, indurisce solo con l’azione dell’aria, su supporti relativamente asciutti.
quando alla calce è esposta all'aria asciuga, l’acqua d’impasto evapora dando modo alla anidride carbonica nell’aria (CO2 ) di ricongiungersi con l’idrato di calcio [Ca(OH)2 ], lapidificando la materia in un carbonato di calcio dalle caratteristiche chimiche simili al carbonato originario precedentemente cotto nel forno.
Ovvero: Ca(OH)2 - H2O + CO2 = CaCO3.

Lasciata la pista forestale si prosegue in diagonale in lieve discesa nel bosco.
Il piano del “Gran’ Champ” delimitava un tempo la zona coltivata dal bosco di pino silvestre che occupa la parte superiore della montagna.
Il sentiero prosegue ora in discesa con stretti tornanti per ricongiungersi in località “Coulét” con l’itinerario di salita e in breve tempo ritorna alla borgata Saretti.
13.06   L’anello di Parant - La viroun dë Pârant


Partenza: borgata Saretti – Lî Sarét- 1.197 m  (coord.44 57.004, 007 06.256)
Dislivello in salita: 260 metri
Sviluppo: 2800 m
Tempo complessivo: ore 1,10

Salendo la strada provinciale della val Germanasca, si oltrepassa l’abitato di Perrero.
Poco oltre si gira a destra, prima del ponte Rabbioso, seguendo l’indicazione per
Chiabrano e Maniglia.
Superato Chiabrano, dopo poche centinaia di metri,  si svolta ancora a destra
per Forengo, seguendo la stretta strada comunale asfaltata che termina dopo
meno di un chilometro (e quattro tornanti) alla borgata Saretti  (Lî Sarét).
Il parcheggio per le auto è molto limitato e bisogna considerare di lasciare spazio adeguato per la manovra agli altri mezzi; al bisogno è consigliabile parcheggiare
più a valle.