Escursioni
nelle valli
Chisone e Germanasca
Col d' Abries m 2657

Partenza: Bô Dâ Col m.1742
dislivello: m. 915
sentiero: 210, 208, 208C
difficoltà: E
punti appoggio:
Rifugio Lago Verde 2583 m

descrizione:
Appena dopo il ponte che immette nel centro di Prali seguire la
strada a dx che porta alla seggiovia. Proseguire per  Ribba e
poi salire per la stada stretta ma percorribile in auto fino a
Bô Dâ Col dove si parcheggia  presso la bergeria (m 1742).
Volendo salire a piedi parcheggiare ai Giordano ed incamminarsi
verso Pomieri. Incontrerete subito il sentiero 208 che in 45' vi
porta alla bergeria.
  Si imbocca la bella mulattiera (sentiero 208-GTA.) che sale in mezzo ai pascoli tra radi larici e rododendri. A tratti  ripidi si alternano tratti praticamente pianeggianti.
  In circa 30 minuti si giunge al limite della vegetazione arborea, rappresentata da alcuni larici ultracentenari e da pochi gruppi di pini cembri.
  Superata una strettoia scavata nella roccia (l' Eitrangoulou -m 2160), si procede per un centinaio di metri e si perviene al bivio posto a quota 2171.
Se si prende a sinistra ( sentiero 230)  si sale
 al Colletto della Gran Guglia (m 2790)  per poi scendere al rifugio: v
edere variante)
 Proseguendo diritto, in lieve discesa, si attraversa il pianoro di Freibougio
(freddo che si muove) ricco di acque (fontana, m 2136, ore 1:15).
 Usciti  dal pianoro la mulattiera si alza con una  ripida rampa ed esce su un costone panoramico. Con pendenza moderata costeggia la forra del torrente Germanasca alternando tratti quasi
 pianeggianti a tratti più ripidi giunge alla confluenza del sentiero 210 (il Fontanone) ed esce sui bei prati del Founzét (m 2450, ore 2:15) dove si incontra prima la scorciatoia per il rifugio (sentiero
208A) e poi attraversato il torrente si incontra il  bivio per il Col d'Abries m. 2658 (dal quale si scende in Francia) raggiungibile in 30 minuti.
Giunti al colle è consigliabile, anzichè ritornare sui propri passi, portarsi al vicino Col Valpreveyre m. 2730 e scendere al bel rifugio lago Verde in circa 45 minuti.
Sostati al rifugio si può ritornare al punto di partenza per il S/208 ( più diretto) oppure salendo alla Gran Guglia per S/210 per poi prendere (al colle di Viafiorcia)  il 230 che porta ancora sul 208.

Variante
 Raggiunto il bivio a quota 2171 come sopra indicato prendere il sentiero a sx che sale ai Piani di S.Giacomo dove si incrocia la mulattiera militare proveniente dai 13 laghi.
 Proseguire a dx verso un 'altura su cui è posto un traliccio con una campana. Poco più in alto si arriva al Colletto della Gran Guglia(m 2790). In 15 minuti si può salire sulla cima della Gran Guglia
 (m 2819 )per lastroni e massi. Dal colle un ripido canalino in discesa ci porta al Rifugio Lago Verde.


Punti d’interesse storico
 Nei dintorni delle  bergerie di Bout du Col esistono ancora due bunker in buono stato di conservazione e sul versante opposto c'è un tratto di galleria-deposito sotterraneo.
 Presso il colletto (la Coucëtto) che affaccia su Ribba si trovano alcuni ruderi di vecchie casermette e presso la bergeria restano pochi ruderi della stazione della teleferica collegata a Pian Littorio
(ora Freibougio).
Nella zona dei Founzét, tra il Fontanone e il Colle d'Abriès, sul sentiero che da Bout du Col risale il fianco destro della valle, si trovano i ruderi dell'antica postazione della guardia alla frontiera.
Esistevano anche tre bunker, fatti saltare nell'ultimo dopoguerra, di cui restano i ruderi.
La campana posta su un  traliccio metallico sullo sperone prima del colletto della  Gran Guglia fu utilizzata nell' ultima guerra per segnalare l' arrivo degli aerei.
Ripristinato della Giovane Montagn è ora dedicata a tutti i caduti in montagna.
A fianco del Colletto c'è ancora una casermetta in discreto stato di conservazione e un camminamento protetto che conduce ad un osservatorio dominante la conca del Lago Verde.
Nel valloncello che sale alla Gran Guglia esisteva un grosso magazzino sotterraneo protetto da un terrazzo, che era collegato otticamente con Bout du Col e Rocca Bianca ma non è più visibile
perché una frana ha ormai chiuso l'accesso.



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