Escursioni
nelle valli
Chisone e Germanasca

DESCRIZIONE:
Giunti a Perosa Argentina  si lascia la valle principale per svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Perrero, Prali e la valle Germanasca.
Superati gli abitati di Pomaretto e di Perrero ed il ponte Rabbioso sul Germanasca di Massello, presso quello successivo, il ponte Pomeifrè, dove pure troviamo l’unica  miniera ancora in esercizio, si lascia l’auto.
Prima di attraversare il ponte si entra nell’ampio parcheggio antistante gli uffici della miniera percorrendo uno stradello che al fondo, a margine di una discarica dei residui delle lavorazioni, diventa la bella mulattiera che s’inoltra costeggiando per un po’ il torrente Germanasca.
Si sale sempre moderatamente seguendo questa che era la vecchia mulattiera per Prali, sino a che troviamo i ruderi della partenza della vecchia teleferica per il trasporto del talco e della segheria per il taglio dei blocchi di marmo che giungevano dalla soprastante cava.
Oltre, la traccia comincia decisamente a salire tra i cespugli odorosi di lavanda selvatica; le svolte, via via più ravvicinate sull’erto pendio, permettono poi di raggiungere una spettacolare parete rocciosa che si supera percorrendo delle cenge protette, un tantino esposte, mai pericolose, con corrimano d’acciaio, ma che richiedono un certo grado di attenzione. Veramente un bel tratto di sentiero.
Lungo la salita verso la miniera Gianfranco e l’abitato di Fontane, una deviazione di pochi minuti permettere di visitare una grande cava di marmo scavata direttamente nella montagna.
 A questo punto iniziano ad intravedersi, tra il fitto bosco, i ruderi della miniera Santa Barbara, poi, attraversato un provvidenziale ponticello, si continua allo stesso modo raggiungendo alla sommità una scalinata in pietra che precede di poco alcuni edifici abbandonati e l’ingresso della Galleria Gianfranco, ora chiusa. Superato un secondo ponticello, subito troviamo un bivio. Si procede diritti lungo l’ampia mulattiera che permetteva di trasferire il talco, subito trovando una trattoria e successivamente all’abitato di Fontane 1 ora e 15 minuti dal ponte Pomeifrè.
Volendolo, allungare il giro  da questa borgata si può salire sino al colletto delle Fontane, e da questo portarsi verso il colle di Serrevecchio, la borgata di Serrevecchio per poi ritornare per strada sterrata alla borgata di Fontane.
Dalla piazza principale, in prossimità della casa bianca posta a valle della strada, parte il sentiero che, in discesa, conduce prima ad alcuni ruderi tra cui le riservette degli esplosivi a servizio delle miniera e successivamente alle palazzine esterne della miniera Paola ed al Museo Scopriminiera. Ritorno a Pomeifrè per la strada.

Nota:
fatti alcuni metri, poco oltre un grosso palo in cemento, parte un sentiero interdetto che inizialmente s’inoltra sotto il muraglione della strada per poi raggiungere una zona sconvolta dai lavori per la realizzazione di una centrale idroelettrica. Si percorre un tratto di sterrato e subito si trova il sito dove troviamo la Roccho Eiclapà. (Roccia spezzata)
Questa roccia ha la curiosa caratteristica di presentare una grossa spaccatura che viene attraversata dalla vecchia strada che conduceva a Prali prima della costruzione della nuova strada iniziata nel 1907. Si trova poco sotto la attuale carrozzabile appena a valle della borgata Gardiola.




Sentiero dei Minatori
partenza : Pomeifrè    m 1011
arrivo     : Fontane    m 1412
Difficoltà :  EE
Dislivello  :  m  401
Tempo    : circa 3 ore

Il sentiero ripercorre la vecchia strada utilizzata comunemente
da minatori, cavatori e valligiani per recarsi al lavoro

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